Design e sviluppo! Basi per un sito web accessibile
Appena senti parlare di accessibilità, probabilmente ti vengono in mente normative, sigle incomprensibili, siti istituzionali e una montagna di regole da seguire. E sì, ammettiamolo: un po’ di fatica c’è davvero 😂
Ma l’accessibilità non è una questione riservata agli enti pubblici. Entra in gioco ogni volta che progetti un sito web che dovrebbe funzionare bene per chiunque lo utilizzi: per te, per i tuoi clienti e per le persone che navigano quel sito ogni giorno.
In questo articolo voglio accompagnarti passo passo per capire cosa significa davvero rendere un sito accessibile, perché è una buona idea pensarci anche fuori dal mondo della PA e, soprattutto, da dove iniziare in modo pratico, sia dal punto di vista del design che dello sviluppo, per costruire siti web più inclusivi e utilizzabili da tutti.
Di cosa parliamo in questo articolo
Cos’è l’accessibilità e perché ti riguarda anche se fai siti per liberi professionisti
1. Accessibilità lato UI (Design)
• Contrasto colori
• Dimensione e leggibilità del testo
• Non comunicare solo con il colore
• Focus visibile (per chi usa la tastiera)
• Struttura coerente
2. Accessibilità lato sviluppo
• Struttura semantica con intestazioni (H1, H2…)
• Testi alternativi per immagini
• Link descrittivi
• Moduli accessibili
• Video e audio
• Navigazione da tastiera
• Skip link (salta al contenuto)
DISCLAIMER
I consigli che trovi in questo articolo sono pensati per aiutarti a migliorare concretamente l’accessibilità di un sito, con interventi pratici che puoi applicare fin da subito. Sono un’ottima base di partenza, ma da soli non rendono un sito automaticamente “accessibile e conforme” a livello normativo.
Se stai lavorando su un progetto per un ente pubblico, una scuola o qualsiasi realtà soggetta a obblighi di legge, il discorso cambia: servono verifiche molto più approfondite, documentazione ufficiale, test tecnici specifici, una dichiarazione di accessibilità e un monitoraggio costante nel tempo.
In questi casi, il mio consiglio spassionato è uno solo: affidati a una consulenza legale e tecnica specializzata in ambito digitale, così vai sul sicuro e dormi sonni tranquilli 😉
Cos’è l’accessibilità e perché ti riguarda anche se fai siti per liberi professionisti
Quando parliamo di accessibilità, intendiamo la capacità di un sito di essere utilizzato davvero da chiunque: anche da chi naviga con uno screen reader, usa solo la tastiera, ha bisogno di ingrandire i testi o si affida a tecnologie assistive per muoversi online.
Non è solo una questione di norme o obblighi di legge. L’accessibilità riguarda soprattutto inclusione, usabilità e buon senso 😊 Perché un sito pensato bene non dovrebbe mettere ostacoli a nessuno.
E poi c’è un dettaglio che spesso viene sottovalutato: un sito accessibile è quasi sempre anche più semplice e piacevole da usare per tutti.
Struttura più chiara, meno frizioni, esperienza migliore… e sì, anche più possibilità di conversione.
Qui sotto trovi quindi un elenco dei punti fondamentali, sia lato UI (design) che lato sviluppo, per avere una guida pratica e concreta su cosa tenere a mente quando progetterai i tuoi prossimi siti web.
Pronti? Si parte 🚀
1. Accessibilità lato UI
Questa è la parte che riguarda il tuo lavoro di designer: colori, font, layout.
E sì, qui si fanno un sacco di errori… per cui è indubbiamente la base per un buon sito!
• Contrasto colori
Spoiler: no, rosso su blu non va bene! 🙃
– Il testo deve avere un contrasto minimo di 4.5:1 con lo sfondo.
– Se è un testo grande (tipo titoli): puoi scendere a 3:1.
– Puoi controllare con WebAIM Contrast Checker
– Su Figma, utilizzo Stark – Contrast & Accessibility checker e c’è anche l’estensione per Chrome!
• Dimensione e leggibilità del testo
Uno degli scivoloni più frequenti quando si progetta un sito è pensare che il lavoro sia fatto solo perché i testi sono scritti bene.
Peccato che, se poi quei testi sono minuscoli, troppo compressi, pieni di font “artistici” o senza il giusto respiro… finiranno per non leggerli in molti. O, peggio ancora, solo chi non ha alcuna difficoltà visiva o di attenzione.
La leggibilità è un pilastro dell’accessibilità, e la parte bella è che migliorarla non richiede rivoluzioni. Bastano alcune scelte consapevoli fatte fin dall’inizio.
Qui sotto trovi tre regole base che ti consiglio di tenere sempre a mente in ogni progetto.
– Non scendere sotto i 16px per i testi principali.
– Usa font leggibili, no script decorativi troppo arzigogolati.
– Imposta un line-height di almeno 1.5 per facilitare la lettura.
👉🏻 Tip: Su Figma, 1.5 lo ottieni scrivendo 150%
• Non comunicare solo con il colore
Uno degli errori che si vedono più spesso – soprattutto nei moduli – è affidarsi solo al colore per segnalare un problema o un’informazione importante.
Il classico esempio? Il campo obbligatorio lasciato vuoto che diventa rosso… e fine della spiegazione. Spoiler: non funziona 😅
Non tutti percepiscono i colori allo stesso modo. Chi ha difficoltà visive, daltonismo o semplicemente uno schermo poco contrastato potrebbe non capire dove sta l’errore né come risolverlo. Risultato? Il form resta incompleto e l’utente se ne va.
Se vuoi che il messaggio arrivi davvero, il colore deve essere solo uno degli elementi, non l’unico. Abbinalo sempre ad almeno un altro segnale, per esempio:
– un testo esplicativo chiaro (“Questo campo è obbligatorio” funziona sempre)
– un’icona o un simbolo che richiami l’attenzione
– un bordo più evidente, continuo o tratteggiato
– lo spostamento automatico del focus sul primo campo con errore (extra punti UX!)
E se utilizzi un messaggio di errore generico in cima al form (tipo “Compila tutti i campi richiesti”), assicurati comunque che ogni campo abbia un’indicazione chiara accanto: l’utente non dovrebbe mai dover indovinare.
❌ Non accessibile
Un campo e-mail che diventa rosso senza nessuna spiegazione. Confusione totale.
✅ Accessibile
Il campo cambia colore, compare un messaggio sotto (“Inserisci un indirizzo e-mail valido”) e magari anche un’icona di avviso. Tutto chiaro, tutto risolvibile. ✔️
• Focus visibile (per chi usa la tastiera)
I bottoni, link e form devono avere uno stato focus visibile (tipo bordo o ombra). Bricks e Elementor di base lo gestiscono, ma attenzione perchè ad esempio: plugin come ElementsKitLite (per Elementor) possono sovrascrivere il focus visibile impostando outline: none su tutti gli elementi focusable creando quindi grandi problemi nella navigazione da tastiera.
– Nel dubbio, verifica sempre navigando il sito usando la tastiera! –
• Struttura coerente
Un sito accessibile è anche un sito facile da anticipare: chi lo usa dovrebbe capire subito dove si trova e cosa aspettarsi, senza dover ogni volta “reimparare” l’interfaccia.
Ed è qui che entra in gioco la coerenza. Ma cosa vuol dire, concretamente?
• Navigazione sempre riconoscibile
La struttura del menu dovrebbe restare invariata in tutto il sito.
Se in homepage hai logo a sinistra, voci di navigazione al centro e CTA a destra, mantieni questo schema anche nelle pagine interne. Cambiarlo confonde, non sorprende (nel senso buono).
• Stessi elementi, stessi significati
Un’azione dovrebbe avere sempre lo stesso aspetto.
Se il pulsante principale è azzurro e con angoli arrotondati, non trasformarlo in un bottone rosso e squadrato in un’altra pagina per fare la stessa cosa. Molti utenti si orientano proprio grazie a queste ripetizioni visive – soprattutto chi naviga con calma (o con qualche difficoltà in più 😊).
• Contenuti con un ordine logico
All’interno di ogni sezione segui un flusso chiaro e prevedibile: prima il titolo, poi una spiegazione e infine l’azione.
Cambiare disposizione “tanto per variare” raramente migliora l’esperienza.
• Pagine più leggere, meno caos
Quando una pagina è troppo densa e affollata, diventa faticosa da leggere. In questi casi è meglio dividere i contenuti in più sezioni o rimandare a pagine secondarie.
La chiarezza visiva non è solo una scelta estetica: è una parte fondamentale dell’accessibilità.
NB. Questo vale anche per le landing page infinite, che spesso sacrificano la chiarezza in nome della “spinta alla conversione”.
2. Accessibilità lato sviluppo
• Struttura semantica con intestazioni (H1, H2…)
Quando scrivi il contenuto per un sito web, non stai solo “mettendo dei titoli”, ma stai costruendo una gerarchia di contenuti che deve avere un ordine preciso, comprensibile anche da chi usa uno screen reader o altri strumenti di assistenza.
Le intestazioni (H1, H2, H3…) non servono solo a dare uno stile visivo: hanno un ruolo semantico, e usate nel modo giusto aiutano a navigare il contenuto in modo chiaro e accessibile.
• Prediligi l’utilizzo di un solo H1 per pagina (di solito il titolo principale).
• Usa H2-H3-H4 per suddividere correttamente i contenuti.
• Non saltare i livelli: è importante che le intestazioni siano usate in ordine logico (h1 → h2 → h3…) per facilitare la navigazione con screen reader.
• Testi alternativi per immagini
Se l’immagine comunica un’informazione importante (es: una foto di un team, un grafico, un prodotto, un’illustrazione che spiega qualcosa…), allora il testo alt deve descrivere il contenuto e la funzione dell’immagine.
In altri casi, ad esempio per immagini di sfondo, divider grafici, icone decorative non informative, allora puoi tranquillamente lasciar stare.
Per riassumere:
Immagini decorative: alt=””
Immagini informative: alt=”descrizione pertinente”
• Link descrittivi
Evita link tipo “clicca qui” o “scopri di più”, usa invece testi descrittivi come “Scarica la guida in PDF” o “Vai alla pagina contatti”.
Questo aiuta chi usa screen reader, perché capisce dove porta ogni link anche se letto da solo, ma anche la SEO, perché Google usa il testo del link per capire il contenuto della pagina collegata.
• Moduli accessibili
I moduli (form di contatto, newsletter, iscrizioni, ecc.) sono spesso un punto critico per l’accessibilità. Se un campo non è etichettato bene o non si capisce cosa manca in caso di errore, l’utente non riesce a completare l’azione. E se non riesce, se ne va…
Ecco cosa controllare sempre:
Label sempre in ogni campo
Non basta usare il placeholder (il testo dentro il campo che scompare quando inizi a scrivere).
Il placeholder non è una label: sparisce, può essere difficile da leggere e non è affidabile per chi usa screen reader.
La label deve essere visibile e legata semanticamente al campo.
Se usi un builder come Bricks o Elementor, Divi ecc puoi gestirlo facilmente anche dal pannello visivo, l’importante è non lasciare il campo senza etichetta chiara.
Messaggi di errore chiari e pertinenti
Evita frasi generiche tipo “Errore nel modulo”.
L’utente deve capire:
• cosa non va
• dove correggere
• idealmente, perché
Esempio: “Il campo email è obbligatorio e deve contenere un indirizzo valido.”
In più, il messaggio d’errore dovrebbe essere associato visivamente e semanticamente al campo interessato, per essere letto correttamente anche dagli screen reader.
Pulsanti descrittivi
Evita pulsanti “Invia” oppure “Ok”. Meglio scrivere cosa sta per succedere: ad esempio:
“Invia la richiesta” “Iscriviti alla newsletter” oppure “Prenota la tua consulenza”.
Per riassumere:
• Ogni campo deve avere una label associata, quindi evita di usare solo il placeholder.
• I messaggi di errore devono essere chiari, leggibili e associati al campo giusto.
• I pulsanti per l’invio del modulo devono essere specifici (es: “Invia richiesta” e non solo “Invia”).
• Video e Audio
Se nel tuo sito usi contenuti video o audio, devi assicurarti che siano fruibili anche per chi non può sentire, vedere o usare i comandi del player facilmente. Vediamo cosa significa, punto per punto!
Contenuto audio
Se il contenuto è solo audio (es. podcast)
Devi fornire una trascrizione testuale completa.
Il player deve essere accessibile da tastiera (play/pausa via TAB e INVIO, per esempio).
Esempio: hai messo un’intervista audio? Sotto al player, aggiungi il testo con il dialogo completo o almeno i punti salienti.
Contenuto Video
Se il contenuto è visivo ci sono tre situazioni da considerare:
1. Il video ha parlato o contenuti vocali
(es. tutorial, presentazione, intervista)
Devi includere sottotitoli sincronizzati.
Puoi farli direttamente su YouTube o con strumenti esterni.
In alternativa, puoi inserire una trascrizione testuale completa appena sotto il video.
2. Il video mostra solo contenuti visivi importanti
(es. una demo prodotto, slide animate senza audio)
Devi aggiungere una descrizione testuale alternativa, che spieghi cosa si vede.
Esempio: Nel video viene mostrata una sequenza di immagini del prodotto utilizzato in diversi contesti: sulla scrivania, in una borsa, acceso con lo schermo visibile.
3. Il video parte automaticamente (autoplay)
Evita di farlo partire con l’audio attivo.
Se proprio vuoi l’autoplay, disattiva l’audio e permetti all’utente di avviarlo manualmente.
Infine, assicurati che il player sia controllabile da tastiera e con pulsanti etichettati correttamente (es: “Play”, “Pausa”, “Volume”)
I player di YouTube e Vimeo sono generalmente accessibili, ma se usi plugin o lettori personalizzati, controlla che siano navigabili anche con la tastiera.
Per riassumere:
• Se hai un video con parlato → serve almeno una trascrizione.
• Se è parte fondamentale del contenuto → servono sottotitoli sincronizzati.
• Mai autoplay con audio attivo (disturba e non è accessibile).
• Navigazione da tastiera
Una regola semplice per testare se un sito è davvero accessibile: prova a navigarlo solo con la tastiera. Niente mouse quindi, solo TAB (per spostarti avanti), MAIUSC + TAB (per tornare indietro) e INVIO per attivare link o pulsanti.
Se riesci a muoverti con fluidità tra i contenuti, senza perdere mai il focus, sei a buon punto.
Prova il sito usando solo il tasto TAB: riesci a navigare tutto?
Verifica che gli elementi abbiano focus, ordine logico e siano attivabili senza mouse.
• Skip link
Lo skip link, o link “Salta al contenuto”, è un collegamento testuale posizionato all’inizio della pagina che permette agli utenti di saltare direttamente alla parte principale del sito, evitando di dover passare ogni volta da menu, header, breadcrumb, ecc.
Serve soprattutto a:
• chi naviga solo da tastiera, con il tasto TAB
• chi usa screen reader
• utenti con disabilità motorie, che hanno difficoltà a scorrere ripetutamente gli elementi di navigazione
3. Strumenti utili per testare se il tuo sito è accessibile
Ecco alcuni strumenti utili e gratuiti che possono aiutarti a controllare se il tuo sito ha qualche problematica legata all’accessibilità:
– Lighthouse (in Chrome DevTools): controlla accessibilità e performance
– WAVE – wave.webaim.org
– NVDA (Windows) o VoiceOver (Mac) per testare screen reader
– WebAIM Contrast Checker
4. Basta questo per creare un sito accessibile?
Assolutamente no, non basta seguire qualche linea guida per dire che un sito è “a norma”. La normativa sull’accessibilità è piuttosto complessa e prevede requisiti tecnici e organizzativi specifici.
Seguire le WCAG o altre indicazioni tecniche è solo una parte del lavoro. Per essere davvero conforme, un sito deve avere una Dichiarazione di Accessibilità aggiornata, essere monitorato nel tempo e, in alcuni casi, sottoposto a verifiche periodiche.
Quindi, se stai progettando un sito soggetto a obblighi normativi, non improvvisare: serve il supporto di professionisti esperti in accessibilità e, molto spesso, anche di consulenza legale per assicurarti di rispettare tutte le regole senza sorprese.
Direi che abbiamo coperto i punti principali per rendere i tuoi prossimi siti più accessibili e fruibili da tutti! Mi è sfuggito qualcosa? Se sì, scrivimi pure: adoro ricevere i vostri messaggi e confrontarmi con chi legge 😊
E se sei un web designer e vuoi un supporto più mirato, dai un’occhiata ai miei percorsi di mentoring e consulenza pensati proprio per chi crea siti: ti aiuteranno a progettare con più sicurezza e consapevolezza.